Gareggiare a terra: come i migliori velisti del mondo usano la tecnologia per affinare le loro abilità fuori dall'acqua

ROCKWOOL Group
04 giugno 2021
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Non si direbbe, ma nascosta in un angolo di una zona industriale appena fuori Belfast, in Irlanda del Nord, si trova una delle basi di operazione più all'avanguardia dell'industria nautica.

Benvenuti a Lisburn, dove ha sede Artemis Technologies. È giusto dire che siamo - sia in senso figurato che fisico - molto lontani da alcuni degli incantevoli luoghi di navigazione tropicali che compongono il calendario della stagione 2 di SailGP.

Ma anche se questa piovosa città del Regno Unito non è proprio come le soleggiate Bermuda, dove solo poche settimane fa  il team danese di SailGP ha partecipato all'evento di apertura della stagione, la ben nota reputazione di "quattro stagioni in un giorno" del clima irlandese non ha molta importanza quando si gareggia al chiuso.

Il massimo che si può ottenere, fuori dall'acqua

Vi presentiamo il simulatore F50. Sapientemente progettato da esperti, questo simulatore è ciò che si avvicina maggiormente alla sperimentazione della vita a bordo del catamarano all'avanguardia F50 di SailGP, senza nemmeno bagnarsi i piedi.

È in parte PlayStation, in parte montagne russe, con uno schermo curvo e immersivo dove gli atleti seguono un percorso di gara virtuale da navigare, e un vero e proprio pozzetto di un catamarano F50 a grandezza naturale, ad azionamento idraulico, che fornisce ai velisti la piattaforma per mettere in atto la loro magia.

"Il foiling F50 con il quale gareggiamo al SailGP è super high-tech e abbastanza delicato, che è ciò che rende questa competizione così sbalorditiva, ma può anche essere sfidante", ammette Nicolai Sehested, skipper del team danese.

"Uno degli ostacoli più grandi per noi come nuovo team è stare ore a bordo, perché è qualcosa di molto difficile da fare negli eventi del SailGP, così ricchi di azione. Per mettere e tenere la barca in acqua può essere necessario un team di 20-30 persone oltre a diverse ore di tempo, quindi se si ha poca esperienza, occorre tanta tenacia e impegno nell'apprendimento per essere allo stesso livello del campo di gara."

È qui che entra in gioco il simulatore F50. È un'opzione plug and play per i migliori team di vela del mondo per guadagnare ore a bordo di una delle imbarcazioni più complesse e impegnative dello sport - imparando i sistemi, i consigli e i trucchi che consentiranno loro di mettere in atto la sfida sull'acqua.

Anche se l'F50 solitamente dispone di un equipaggio di cinque persone (un timoniere, un wing trimmer, un flight controller e due grinder), il simulatore consiste solo dei punti posteriori: il timone, che governa la barca; il wing trimmer, che controlla l'angolo e la tensione della vela alare; e il flight controller, che bilancia delicatamente la barca sopra l'acqua.

Una ripida curva di apprendimento

Essendo una delle squadre più nuove del campionato mondiale, il team danese di SailGP manca di esperienza e lo skipper Nicolai ritiene che nei primi due eventi si sia pagata tale carenza.

"In realtà, a volte ci siamo trovati in buone posizioni, ma sono gli errori stupidi che ci sono costati cari. In una competizione come questa, contro i migliori velisti del mondo, non c'è spazio per gli errori - o si viene puniti.

"Gran parte della nostra attenzione è stata rivolta su di me, Tom e Rasmus, che abbiamo trascorso qualche ora assieme, facendo volare la barca, trimmandola e posizionandola. È bello avere un po' di competizione e incitarsi a vicenda per controllare meglio l'F50."

Ma il vero valore di questo simulatore è il livello di personalizzazione: è molto più di un semplice giro virtuale, con velisti 3D che si muovono tra onde 2D di pixel blu.

Con la possibilità di modificare una serie di variabili come la velocità del vento, la direzione e l'altezza delle onde, questi atleti di livello mondiale possono concentrarsi ssull’allenamento in condizioni specifiche, o dove sono deboli o per prepararsi a gare individuali.

"Un simulatore come questo è uno strumento incredibile e possiamo ripetere molti degli scenari che abbiamo sperimentato alle Bermuda", spiega Rasmus Køstner, che gestisce il dispositivo di controllo del volo a bordo del team danese di SailGP.

"In questo modo, possiamo tracciare il nostro miglioramento passo dopo passo, ripetendo più volte gli stessi scenari. Le ore che trascorriamo su questo simulatore ci aiuteranno sicuramente nel nostro percorso in SailGP."

Automazione per prestazioni "perfette"

Gli esperti dietro il simulatore sono anche in grado di automatizzare posizioni specifiche a bordo, quindi, ad esempio, è possibile navigare solo con un flight controller umano ed essenzialmente gareggiare con una prestazione sempre perfetta da 0 a 100% nelle altre due posizioni.

La flotta di foiling F50 nel SailGP è una categoria in via di sviluppo, il che significa che ogni anno vengono introdotte nuove modifiche e integrazioni all'intera flotta per garantire che la barca rimanga all'avanguardia in termini di prestazione e innovazione.

"La tecnologia è all'avanguardia ma, come ogni simulatore, ha bisogno di dati, di feedback umano e input per rimanere veramente precisa e accurata. Apprezziamo molto l'intelligenza real-life degli atleti dal team danese di SailGP su ciò che è "giusto" e ciò che non lo è, così possiamo continuare a perfezionare e sviluppare il simulatore per migliorare le loro prestazioni di gara", ha dichiarato Iain Percy, CEO di Artemis Technologies ed ex skipper dell'America's Cup. 

Probabilmente starete pensando - beh, sì, la vela virtuale è fantastica, ma come può essere veramente come quella reale - e cosa succederà quando il team raggiungerà la linea di partenza per davvero, sotto pressione, davanti alle telecamere televisive di tutto il mondo, circondato da altre sette barche che corrono a 100 km all'ora?

È qui che entra in gioco la funzione barca fantasma, che permette di controllare una seconda barca virtuale con un tablet, per mettere sotto pressione gli atleti sulla barca simulatrice. La prestazione della barca virtuale può essere impostata al 100% (conosciuta anche come "polare") o, allo stesso modo, sopra o sotto il 100%.

Gareggiare come se fosse una situazione reale

E, con gli atleti concentrati sull'azione, è incredibile vedere le reazioni fisiologiche che anche una gara virtuale può indurre. I velisti sussultano quando la barca virtuale entra nella visione periferica e sentono persino il mal di mare dopo una sessione a tutta velocità a bordo.

"Bisogna gareggiare come se si fosse sulla barca reale o non si vedranno mai i benefici del tempo che si sta trascorrendo qui", spiega Katja Salskov-Iversen, medaglia olimpica del dinghy 49erFX che, insieme ad Anne-Marie Rindom, fa parte del programma di sviluppo "Race For The Future" di SailGP per creare nuovi percorsi per le donne per raggiungere il massimo livello di questo tipo di vela, molto diversa.

"Un simulatore come questo è molto utile e prezioso per gente come me e Anne-Marie (Rindom) per capire cosa significa gareggiare con l'F50 in un ambiente sicuro", aggiunge.

Quanto impiegheranno le sessioni di simulazione per migliorare la gestione dell'imbarcazione del team danese nella realtà? Solo il tempo lo dirà.

Il primo test della loro prova virtuale è dietro l'angolo: la tappa italiana del Grand Prix della vela che si svolgerà a Taranto il 5 e 6 giugno 2021. E su questa barca in fibra di carbonio, che vola a una velocità di 100 km all'ora, non c'è alcuna possibilità di premere il pulsante "reset".